ragazzo perplesso davanti al PC

Sito che non converte? 3 motivi per cui non porta contatti

Hai investito tempo e denaro in un sito web. Magari è anche bello, veloce e moderno. Eppure, il telefono non squilla. Il form di contatto è deserto. Le visite ci sono, ma non si trasformano in clienti.

Sei di fronte a un “capolavoro” tecnico che, semplicemente, non funziona.

Spesso, il problema non è nel codice o nella velocità (i fattori tecnici), ma nella strategia. Ci sono 3 principi fondamentali della psicologia di vendita che vanno assolutamente applicati al web.

Errore 1: Il sito non comunica fiducia (Il “Chi?”)

Viviamo nell’era della diffidenza. Un utente che atterra sul tuo sito per la prima volta si sta chiedendo: Posso fidarmi di questa persona? È un professionista serio o una truffa ben fatta?”

Un sito web fallisce se non risponde a questa domanda entro 5 secondi.

Come si manifesta questo errore:

  • Pagina o sezione “Chi Sono” assente o anonima: senza una foto reale del professionista, senza una storia, senza un percorso.
  • Recensioni nascoste o assenti: Le testimonianze dei clienti (la riprova sociale) sono l’arma più potente per abbattere la diffidenza. Se ancora non ne hai, appena hai un feedback: condividilo!
  • Design amatoriale e confusionario: Comunica “questa persona non cura i dettagli”.

La Soluzione Strategica: Prima di vendere il tuo servizio, devi “vendere” la tua affidabilità. Il tuo sito deve trasudare E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness e Trustworthiness – Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità). Ogni elemento, dalle foto alle recensioni, deve rassicurare l’utente che è nel posto giusto.

Errore 2: Il sito crea Confusione (Il “Cosa?”)

Se un cliente entra in un negozio con 500 prodotti ammassati senza logica, esce senza comprare. Online è peggio: basta un clic; perlomeno in negozio forse un giro se lo fanno visto che hanno fatto il viaggio…

Molti siti, nel tentativo di mostrare tutto, finiscono per non comunicare nulla.

Come si manifesta questo errore:

  • Proposta di valore debole: L’utente legge il titolo principale e ancora non ha capito cosa fai o, peggio, perché dovrebbe scegliere te. Si chiederà “Sono nel posto giusto?”.
  • Troppe opzioni: Menu con 20 voci, 10 servizi diversi presentati tutti con la stessa importanza.
  • Pulsanti d’azione (CTA) ovunque: “Scopri di più”, “Leggi il blog”, “Guarda qui”, “Contattaci”. Un utente confuso non sceglie: semplicemente, chiude la pagina. Non dico che non devono essere presenti, ma vanno utilizzati con attenzione e devono essere distinguibili gli uni dagli altri.

La Soluzione Strategica: Un sito efficace è un sito focalizzato. Deve guidare l’utente. Deve rispondere alla domanda “Cosa c’è qui per me?” in modo chiaro e immediato, presentando il servizio principale o la soluzione al problema più urgente in primo piano. Fai anche altro? Ok… glielo diremo… ma hai sicuramente QUEL servizio che rappresenta un 80% delle richieste.

Errore 3: Il sito non ha una guida (Il “E ora?”)

L’errore più grave. L’utente ha letto chi sei (Fiducia), ha capito cosa fai (Chiarezza)… e poi?

Un sito che non guida l’utente al passo successivo è come un negozio senza cassa o senza un commesso che ti chieda “Posso aiutarti?”.

Come si manifesta questo errore:

  • Call to action nascosta: Il form di contatto è solo nella pagina “Contatti” o mancano pulsanti visibili che invitano al contatto. Il cliente non deve MAI chiedersi “e ora come lo contatto?”.
  • Azione sbagliata: Chiedi all’utente di “Comprare ora” un servizio da 2.000€ immediatamente. Prima di investire con te deve percepire il valore che offri.
  • Nessun “Percorso”: Devi accompagnare l’utente, deve capire cosa fai, come lo fai, perché sei il migliore e infine deve desiderare un contatto. Ok la CTA già ad inizio pagina (diamine c’è chi cercava proprio te, aiutiamolo subito a contattarti), ma dopo continua il tuo percorso e ogni tanto fornisci un richiamo.

La Soluzione Strategica: Ogni pagina del tuo sito deve avere un solo obiettivo e una Call to Action chiara e logica. Per un servizio professionale, l’obiettivo non è “Vendere”, ma “Ottenere un contatto”. L’azione richiesta deve essere a basso attrito (es. “Richiedi un’analisi gratuita”, “Fissa una chiamata di 15 minuti”).

L’ancora strategica: Perché un Web Designer deve capire le vendite

E qui entra in gioco la mia esperienza.

Nei miei 21 anni nel commercio, il mio lavoro quotidiano era analizzare questi 3 errori nel mondo reale. Ho visto migliaia di clienti bloccarsi davanti a uno scaffale confuso (Errore 2). Ho gestito clienti diffidenti (Errore 1) e ho capito come trasformare un “curioso” in un “acquirente” guidandolo verso la cassa (Errore 3).

Molti web designer si fermano al codice. Si assicurano che il sito sia veloce e responsive (sia chiaro, DEVONO esserlo). Il mio lavoro come consulente è diverso: analizzo il tuo sito con gli occhi di un responsabile vendite. Capisco perché le persone non ti stanno contattando. È una questione di psicologia e di strategia, non solo di tecnologia (e diciamolo chiaramente, di esperienza sul campo).

Il tuo sito sta commettendo questi errori?

Se hai riconosciuto la tua presenza online in uno (o tutti) questi tre errori, il primo passo non è “rifare tutto da zero”, ma “capire cosa non va”. Inizia da un’analisi strategica, non è invasiva e fai il punto della situazione.

Contattami per un Audit del tuo sito. Capiremo insieme perché non sta convertendo e definiremo un piano d’azione chiaro per trasformarlo da un costo a un investimento. E ricordati: dai tempo al tempo, non sei da solo sul web e Google (anche lui) ha bisogno di conoscerti prima di consigliare la tua pagina.

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