Salvatore cartoon che spinge una sfera con logo di Google su per una montagna

SEO Locale: i 7 fattori chiave del tuo Google Profile

È il cruccio più frustrante di ogni professionista o attività locale: “Perché il mio concorrente, che magari è anche meno bravo di me, appare sempre prima di me su Google Maps*?”
(*eh sì, ormai Maps è legato a doppio filo al Google Business Profile; in sostanza coincidono)

Ti senti invisibile nella tua stessa città, che sia Pistoia, Monsummano Terme o qualsiasi altro luogo.

La prima cosa da capire è che non è magia, né fortuna. Il posizionamento nel “Local Pack” (i 3 risultati sulla mappa) è il risultato di un algoritmo complesso che analizza centinaia di segnali.

Grazie a studi autorevoli del settore (come l’annuale “Local Search Ranking Factors” di Whitespark) e alle guide ufficiali di Google, oggi sappiamo esattamente quali sono i segnali più importanti.

In questo articolo, ti spiego in modo semplice i 7 fattori di ranking che determinano chi vince su Google Maps. Se vuoi chiamali “trucchi”, in realtà sono i pilastri di una strategia sana e duratura.

1. I Segnali del tuo profilo Google (GBP)

La corretta compilazione del tuo Google Business Profile è il fattore di ranking n.1. È il tuo “biglietto da visita” per Google. Se qui mancano informazioni, Google non si fida a mostrarti.

  • La categoria primaria corretta: Scegliere “Ristorante Italiano” invece di “Ristorante” fa tutta la differenza. È il segnale più forte che dai a Google su cosa fai.
    Nota bene, in termini tecnici si chiama GCID (Google Category ID); per esempio il ristorante italiano è: [gcid:italian_restaurant]
  • Parole chiave nel titolo: Avere parole chiave nel nome (es. “Vannini | Parrucchiere e tecnico tricologo“) aiuta enormemente. ATTENZIONE: Non devi mai fare “keyword stuffing” (es. “Vannini Parrucchieri Pisa Taglio Uomo Donna”). È contro le regole di Google e rischi la sospensione. Devi usare solo il tuo nome commerciale registrato e al limite dare specificità senza esagerare.
    Nota bene, nel nostro esempio è inutile specificare Pisa Taglio Uomo Donna; sono contenuti che devi mettere fra i servizi, le prestazioni, non nel titolo. Inoltre “Pisa” è implicito nella geolocalizzazione.
  • Completezza del Profilo: Ogni singola sezione che Google ti mette a disposizione deve essere compilata al 100% (servizi, prodotti, attributi, orari, aree di servizio, contatti, sito web).

Per fare un esempio banale: tu consiglieresti un ristorante in cui non sei mai andato e di cui non hai informazioni ad un amico? No, vero? Beh, non lo fa neppure Google…

2. I Segnali forniti dalle recensioni

Le recensioni sono il fattore n.2. Dimostrano a Google che la tua attività è reale, apprezzata e attiva.

  • Quantità e Frequenza: Un profilo con 50 recensioni costanti nel tempo batte un profilo con 10 recensioni tutte vecchie di un anno.
  • Testo delle recensioni: Google legge il testo. Se i tuoi clienti scrivono “ottimo taglio e colore” e sei un parrucchiere, Google capisce che sei rilevante per quelle parole chiave.
  • La tua risposta (CRUCIALE): Rispondere a tutte le recensioni (positive e negative) è un segnale di ranking potentissimo. Dimostra a Google (e ai clienti) che ci tieni e che sei attivo.

Importante: se non hai recensioni, non buttarne dentro 20 di botto, perché pur non essendo recensioni verificate (come Trustpilot ad esempio), Google rischia di penalizzarti e pensare siano finte!

3. I Segnali del tuo Sito Web (On-Page)

Google non guarda solo il profilo, ma anche il sito web collegato ad esso. Il tuo sito deve confermare ciò che dici sul profilo.

  • Pagine di servizio dedicate: Se sul profilo offri 3 servizi, sul tuo sito ci devono essere 3 pagine che spiegano in dettaglio quei servizi (proprio come ho fatto io con “Realizzazione Siti”, “GBP”, “Consulenza”). SE non hai le pagine dedicate, perché hai preferito risparmiare nella creazione del sito, i servizi devono essere esplicitamente menzionati nelle pagine!
  • Coerenza delle informazioni: Il nome, l’indirizzo e il telefono (chiamati “NAP”, ovvero Name, Address, Phone number [Nome, Indirizzo, Numero di telefono]) sul sito devono essere identici a quelli sul profilo GBP.
  • Qualità del Sito Web: Velocità, performance su mobile e contenuti di valore E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness [Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità]) sul tuo sito influenzano direttamente l’autorevolezza del tuo profilo.

4. I Segnali dei Backlinks

I backlinks (link da altri siti verso il tuo) sono uno dei modi in cui Google misura l’autorevolezza.

  • Link Locali: Un link dalla Pro Loco di Pistoia, da un giornale locale o da un’associazione di categoria del territorio vale oro. Dice a Google che sei un’entità autentica e riconosciuta in quella zona.
  • Attenzione, fai affidamento solo ad eventuali servizi di backlink seri e che possano davvero portare frutti; diversamente potrebbe diventare un’arma a doppio taglio!

5. I Segnali comportamentali dell’utente

Google misura come gli utenti interagiscono con il tuo profilo.

  • Click-Through-Rate (CTR): Quante persone cliccano sul tuo profilo dopo averlo visto?
  • Richieste di indicazioni: Quanti cliccano sul pulsante per “raggiungerti”?
  • Chiamate: Quanti cliccano per “chiamare”?
  • Tempo sul profilo: Gli utenti leggono le recensioni, guardano le foto o escono subito?

Un profilo ottimizzato (con belle foto, post, recensioni) ottiene più interazioni e sale nel ranking, proprio come un sito web

6. I Segnali delle “Citazioni” (NAP)

Le “citazioni” sono menzioni del tuo Nome, Indirizzo e Telefono (NAP) su altre directory online (es. Pagine Gialle e directory di settore).

  • Coerenza: Il segnale chiave è la coerenza assoluta. Se il tuo indirizzo è diverso su 3 siti diversi, Google va in confusione e perde fiducia.

7. I Segnali di aggiornamento (Il profilo “vivo”)

Un profilo “morto” (creato nel 2020 e mai più toccato) perde posizioni. Devi dimostrare a Google che sei aperto e attivo ora.

  • Google Posts: Pubblicare offerte, novità o eventi tramite i Post. (Non necessario, ma aiuta)
  • Foto e video nuovi: Caricare foto regolarmente (lavori finiti, il team, l’ufficio).
  • Q&A: Rispondere alle domande che gli utenti fanno sul tuo profilo.

Oltre alla tecnica: serve un “Regista”

Come hai visto, posizionarsi su Google Maps non è un singolo “trucco”, ma è come dirigere una brigata in cucina. Bisogna curare 7 aree diverse contemporaneamente.

Conoscere questi 7 fattori è come conoscere gli ingredienti. Ma per trasformarli in un risultato, serve un “regista” (o uno “chef”, se preferisci).

Qui entra in gioco la mia strategia, che va oltre la pura tecnica SEO. Nei miei 21 anni nel commercio, il mio lavoro era curare l’esperienza del cliente.

Io non mi limito a “ottimizzare le categorie” (Fattore 1) o aiutarti a cercare di “costruire citazioni” (Fattore 6).

Io uso la mia esperienza nel retail per allestire la tua vetrina digitale (Fattore 5 e 7). Scelgo le foto, ti spiego come scrivere i Post e rispondere alle recensioni (Fattore 2) in un modo da generare fiducia nel cliente. Questa fiducia si traduce in clic e chiamate (Fattore 5), che è esattamente il segnale che Google usa per premiarti.

Stai “suonando” tutti e 7 gli strumenti?

Molto probabilmente, la tua attività sta ignorando 3 o 4 di questi fattori. E i tuoi concorrenti pure.

Il vantaggio si ottiene non facendo una cosa al 100%, ma facendo tutte e 7 le cose all’80%.

Se vuoi smettere di essere invisibile a Pistoia (o comunque nella tua città) e capire quali di questi 7 fattori stai trascurando, iniziamo da un’analisi. È il primo passo per costruire una strategia che funziona.

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